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La Nuova Zelanda (ing. New Zealand, maori Aotearoa) è uno stato insulare dell'Oceania posto nell'oceano Pacifico meridionale (). È posizionata agli antipodi dell'Italia, di cui ricorda vagamente la forma. Lo Stato è formato da due isole principali: l'Isola del Nord e l'Isola del Sud e da numerose isole minori come l'isola di Stewart e le isole Chatham. Il mar di Tasman la separa dall'Australia situata circa 2000 km a nord-ovest. Conta 4.257.616[1] abitanti distribuiti su 268.680 km²[2] (comprese le isole Antipodi, Auckland, Bounty, Campbell, Chatham e Kermadec). La capitale è Wellington e la città più popolosa è Auckland. StoriaL'insediamento umano in Nuova Zelanda risale a circa sette secoli fa, quando gruppi di polinesiani, probabilmente in una serie di ondate successive, vi giunsero tra il 1000 e il 1300 d.C. Nei secoli successivi, essi svilupparono una cultura propria, fino a forgiare l'attuale identità del popolo maori. La popolazione era suddivisa in sottogruppi detti hapu, a volte alleati, a volte in lotta fra loro. In epoca successiva, un nucleo di maori lasciò la Nuova Zelanda alla volta delle isole Chatham, dando così vita ad un'altra nuova cultura nota come "moriori". I primi europei a visitare l'arcipelago furono gli olandesi della spedizione guidata da Abel Tasman nel 1642. Molti membri dell'equipaggio vennero uccisi dai maori e l'esito della spedizione fu tenuto segreto per evitare eventuali insediamenti della rivale Compagnia Inglese delle Indie Orientali. Gli europei non fecero ritorno sulle isole fino all'arrivo dell'esploratore britannico James Cook, che visitò queste terre durante il suo viaggio del 1768-71. Cook sbarcò in Nuova Zelanda nel 1769 e mappò gran parte delle coste. Dopo la spedizione di Cook, molte altre navi europee e americane sbarcarono sulle isole. Gli europei erano soliti commerciare con i nativi, cedendo cibo europeo, armi e utensili in metallo in cambio di acqua fresca e cibo locale. L'introduzione della patata e del moschetto ebbe un notevole impatto sulla società maori. In particolare, l'uso dei moschetti modificò i rapporti di forza tra le varie tribù, portando alle cosiddette "guerre del moschetto". Inoltre, a partire dagli inizi del XIX secolo, diverse missioni cristiane si stabilirono nel paese, convertendo gran parte dei maori.
La stipula del Trattato di Waitangi.
Preoccupato dalle mire espansionistiche francesi e dal modo disordinato con cui i bianchi stavano colonizzando le nuove terre, il governo britannico decise di inviare in Nuova Zelanda William Hobson, al fine di reclamare la sovranità britannica e stipulare un trattato con i nativi. Fu così che dal 1788 al 1840 la Nuova Zelanda fece formalmente parte del Nuovo Galles del Sud. La vera svolta fu determinata dal Trattato di Waitangi, stipulato nella Baia delle Isole il 6 febbraio 1840. Malgrado le discordie e i dubbi che ancora oggi si hanno sulle versioni in lingua maori e in inglese, tale trattato è considerato l'atto costitutivo della nazione neozelandese nonché una garanzia dei diritti dei maori. In particolare, Hobson scelse inizialmente Okiato come capitale della nuova colonia, per poi trasferirsi ad Auckland nel 1841. A partire dal 1840 consistenti ondate di coloni europei giunsero in Nuova Zelanda. I maori, inizialmente, si mostrarono desiderosi di commerciare con i bianchi (da loro chiamati pakeha) e, proprio grazie a questo tipo di attività, diverse tribù riuscirono ad arricchirsi. La situazione cominciò però a peggiorare quando, di fronte alla crescita degli insediamenti dei bianchi (stimolata dalla scoperta dell'oro, avvenuta nel 1861), i maori cominciarono a temere di perdere il controllo della loro terra. Tali contrasti portarono alle cosiddette guerre maori, combattute tra gli anni '60 e '70 dell'Ottocento e che causarono ai maori la perdita della gran parte delle loro terre.
Gustavus von Tempsky viene colpito durante le guerre maori.
Nel 1854 venne insediato il primo parlamento neozelandese, cosa che rappresentò il primo passo verso l'autonomia del paese (tant'è che ormai, verso la fine del secolo, la Nuova Zelanda poteva dirsi completamente autonoma dalla madrepatria). Nel frattempo, nel 1863, il primo ministro Alfred Domett fece sì che la capitale venisse trasferita in una località sullo stretto di Cook, probabilmente al fine di impedire che l'Isola del Sud diventasse una colonia separata. Alcuni commissari australiani - scelti per la loro neutralità - candidarono a questo ruolo Wellington, grazie alla sua posizione centrale e al suo porto. Fu così che il parlamento vi si insediò ufficialmente nel 1865. Nel 1893 la Nuova Zelanda si distinse quale primo paese al mondo a riconoscere il diritto di voto alle donne. Sempre in quel periodo, si ebbero diverse nazionalizzazioni e l'istituzione della pensione di vecchiaia: provvedimenti, questi, che diedero alla Nuova Zelanda una delle più avanzate legislazioni sociali del tempo. Il 26 settembre 1907 la Nuova Zelanda acquisì lo status di dominion, per poi diventare completamente indipendente nel 1947, anno in cui venne ratificato lo Statuto di Westminster del 1931 (va però detto che già da molto tempo la Gran Bretagna aveva cessato di esercitare un ruolo attivo nel governo dell'ormai ex-colonia). Visti i legami con la Gran Bretagna, l'economia neozelandese sperimentò notevoli difficoltà durante la Grande Depressione. Ciò portò alla formazione del primo governo laburista, il quale optò per la creazione di un vasto welfare state e di una economia orientata al protezionismo. Va inoltre aggiunto che la Nuova Zelanda, vista la forte impronta lasciata dai coloni europei, si dimostrò sempre un membro fedele dell'Impero britannico. Contingenti neozelandesi combatterono durante la seconda guerra boera e durante le due guerre mondiali; il governo neozelandese, infine, appoggiò quello britannico durante la crisi di Suez. In particolare, la partecipazione alla prima guerra mondiale valse al paese il mandato sulle Samoa occidentali e su Nauru. La Nuova Zelanda partecipò, inoltre, alla Guerra di Corea del 1950-1953, tra le forze ONU ed entrò, nel 1955, nell'Organizzazione del Sud-Est Asiatico. Nel 1961, vennero accolte le richieste di indipendenza delle isole Samoa occidentali. Nel 1965 le truppe neozelandesi furono inviate in appoggio al governo del Vietnam del sud, durante la Guerra del Vietnam. Dal punto di vista economico, il periodo successivo alla seconda guerra mondiale fu di grande prosperità per la Nuova Zelanda; proprio in quel momento, tuttavia, cominciarono a manifestarsi alcune pressanti questioni sociali. In primo luogo, i maori iniziarono a trasferirsi nelle città in cerca di occupazione. Nel frattempo, gli stessi maori cominciarono a sperimentare un risveglio della loro cultura e a protestare sostenendo il mancato rispetto del Trattato di Waitangi. Nel 1975 si istituì un tribunale per indagare sulle presunte infrazioni del trattato. Nel frattempo i tradizionali legami economici con la Gran Bretagna cominciarono ad allentarsi a causa dell'ingresso di quest'ultima nella Comunità Economica Europea. Numerosi cambiamenti economici e sociali si verificarono nel corso degli anni '80 durante il quarto governo laburista della storia del paese, soprattutto grazie all'allora ministro delle Finanze Roger Douglas (tant'è che solitamente le trasformazioni di quel periodo sono note come "Rogernomics"). Bandiera
PosizioneÈ situata nell'Oceano Pacifico meridionale tra 34°15' e 47°30' latitudine sud, a circa 2.000 km a sud-est dall'Australia e si estende per 1.500 km in direzione SO-NE. SuperficieLa Nuova Zelanda ha una forma lunga e stretta. Si estende per circa 1 500 km da nord a sud;in entrambe le isole la costa occidentale non dista più di 200 km da quella orientale. Lo stretto di Cook (che separa le due isole) è largo 26 km. La latitudine della Nuova Zelanda (da 34 a 47° S) corrisponde all'incirca con quella dell'Italia, nell'emisfero boreale. Tuttavia il fatto di essere in mezzo all'Oceano rende il clima diverso da quello italiano. Infatti ci sono molte più precipitazioni. In generale, comunque, il clima è temperato, e marittimo, con temperature raramente minori di 0° e maggiori di 30°. La minima temperatura registrata in Nuova Zelanda fu di -21.6° C (ad Ophir, Otago), mentre la massima fu di 42.4° C (a Rangiora, Canterbury). Fra le maggiori città, Christchurch è la più asciutta, con solo 640 mm di acqua all'anno. Auckland, la città più piovosa, ne riceve quasi il doppio. Auckland, Wellington e Christchurch ricevono comunque una media di oltre 2000 ore di sole all'anno. La parte meridionale dell'isola del Sud ha un clima più fresco e perturbato, con circa 1400-1600 ore di sole, mentre la parte settentrionale dell'isola del Sud è la parte più soleggiata e riceve circa 2400-2500 ore di sole all'anno. VegetazioneLa vegetazione è ricca di pini e abeti e lo spettacolo è assicurato per tutti i visitatori. La Nuova Zelanda costuisce un’attrazione naturale unica, un paradiso in terra in grado di regalare incredibili emozioni grazie al suo ambiente selvaggio e ai suoi paesaggi maestosi e incontaminati, ai suoi tramonti indimenticabili e al suo oceano infinito. Questa terra è in grado di offrire sensazioni grandiose a chi la visita e costituisce un vero e proprio tesoro di fauna e flora, da preservare e mantenere intatto per le generazioni future.
Oltre a queste risorse, la Nuova Zelanda possiede moltissimi parchi forestali, riserve marine e parchi storici e di conservazione che sono in grado di dare una visione a trecentosessanta gradi delle attrazioni culturali e naturali del paese, unico al mondo per il rispetto e la coscienza ecologica che ha sviluppato nel corso degli anni dopo i disastri sfiorati nei secoli scorsi o alcune estinzioni di fauna peculiare causate dalla leggerezza dell’uomo. La rarità e la singolarità che si trovano in questo luogo di alcune specie di animali, soprattutto di uccelli, sono qualcosa di eccezionale che va assolutamente preservato. FaunaL'animale simbolo della Nuova Zelanda è il kiwi. Una sorta di uccello preistorico notturno, senza ali, e con un caratteristico becco che utilizza per cercare cibo in profondità, nella terra. L'evoluzione ha portato quest'animale a ridursi di dimensioni, diventando grande circa quanto un gatto; tuttavia non sono diminuite le dimensioni delle sue uova che quindi appaiono sproporzionate rispetto al corpo. I coloni provenienti dall'Australia introdussero l'opossum per sfruttarne in termini commerciali la pregiata pelliccia. Tuttavia, il vorace opossum ha purtroppo sconvolto l'equilibrio faunistico del Paese, causando anche l'estinzione di oltre 1300 specie di uccelli e lo stesso kiwi è a rischio, poiché l'opossum ne attacca gli adulti e ne divora le uova. I neozelandesi sono freneticamente attivi nel tentativo di estirpare gli oltre 70 milioni di esemplari di opossum, prima che comprometta ulteriormente l'ecosistema locale. Per questa ragione ogni iniziativa che preveda l'eliminazione fisica degli opossum, viene etichettata in Nuova Zelanda come "ecologica". Huberia brounii è una specie endemica di formica, tipica della Nuova Zelanda, di difficile osservazione e pertanto poco conosciuta. Parchi
Circa il 30% del territorio è protetto. TerritorioMorfologia
Dal punto di vista fisico la Nuova Zelanda è un arcipelago formato da due grandi isole (Isola del Nord e Isola del Sud) divise dallo Stretto di Cook, e da molte altre isole minori, in gran parte disabitate (l'Isola Stewart, la terza per estensione, più le cosiddette Isole esterne, ovverosia 9 arcipelaghi minori, 5 dei quali (a loro volta chiamati Isole sub-antartiche neozelandesi) sono un Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO). Entrambe le isole sono attraversate da catene montuose; l'Isola del Sud dalle Alpi meridionali e l'Isola del Nord da catene di minore altezza. Il Monte Cook (o Aorangi in lingua maori, ovvero "che trapassa le nubi") con i suoi 3.754 metri è la vetta più alta del paese ed è situata al centro delle Alpi neozelandesi. La nuova Zelanda è ancora ricca di molti vulcani attivi. La costa la cui lunghezza è 15.134 km è frastagliata nell'Isola del Nord mentre in quella del sud si presenta più regolare. Idrografia
Il territorio presenta numerosi corsi d'acqua che nascono dai rilievi, sono però per la maggior parte molto brevi e discontinui, difficili da navigare, infatti sono frequentemente interposti nel corso del fiume,laghi (spesso di origine vulcanica come il Lago Taupo) e cascate. PopolazioneNel 2006 la popolazione era di 4.076.140 con una densità di 15 per km² ; i tre quarti della popolazione vive nell'Isola del Nord, più favorevole climaticamente. EtnieLa popolazione della Nuova Zelanda è costituita per l'82% da bianchi di origine inglese e scozzese; gli indigeni di etnia polinesiana sono circa 201.000; esistono minoranze di cinesi, indiani, tedeschi, olandesi, italiani. Europei 82%, maori 14%, altre popolazioni del Pacifico 3%, altri (inclusi cinesi) 6%. Ai censimenti non stupisce il fatto che la somma delle percentuali superi il tradizionale 100% poiché molti neozelandesi si ritengono appartenenti a più di un'etnia. Istruzione & SanitàIstruzioneTasso di alfabetizzazione: 99%. La scuola primaria è suddivisa in tre cicli: infantile, biennale, quinquennale. SanitàIl sistema sanitario è simile a quello americano: le visite dal medico di base sono a pagamento e, di conseguenza, sono molto diffuse le assicurazioni sanitarie. LinguaVi sono tre lingue ufficiali: inglese, Maori e NZSL (New Zealand Sign Language) TrasportiL'aeroporto più importante della Nuova Zelanda è l'Aeroporto di Auckland. ReligioneIl gruppo più diffuso è quello cattolico col 39% della popolazione, seguito da anglicani col 24%, Metodisti col 22%, Presbiteriani col 18%, animisti col 12% e buddisti col 5%. Di recente vi è anche una comunità musulmana di immigrati.Questi dati, tuttavia, sono da considerarsi imprecisi in quanto la somma delle percentuali da 120% EconomiaProdotto Interno Lordo: 15.830$ pro capite (47° posto della classifica mondiale). PrimarioL'esiguità della popolazione e la prevalenza, nel territorio, di modeste ondulazioni, favorisce un'estesa agricoltura. L'agricoltura del paese costituisce quasi un modello di funzionalità ecologica ed economica. Produzioni prevalenti sono quelle dell'allevamento: lana di pecora e latte bovino. I terreni sono poveri di fosforo, gli agricoltori neozelandesi ditribuiscono fosfati, che sollecitano la crescita dei trifogli, il cui potere di fissare l'azoto atmosferico favorisce la crescita delle leguminose. È il maggiore degli allevamenti del mondo a non impiegare pressoché alcuna quantità di fertilizzanti azotati, notoriamente non favorevoli alle falde freatiche, pure realizzando produzioni di latte per capo e per ettaro di assoluto rilievo.[3] All'allevamento si unisce un settore frutticolo famoso nel mondo per le esportazioni di mele e di kiwi, un frutto selezionato dai genetisti neozelandesi. [4] SecondarioIl settore secondario è praticamente nullo. TerziarioTurismoUn visitatore ogni 2,3 abitanti. EsportazioniAustralia 21%, Giappone 14%, Gran Bretagna 6%, Corea del Sud 2% altri 57%. ImportazioniAustralia 24%, USA 18%, Giappone 12%, Cina 55%, Gran Bretagna 5%, altri 36%. TradizioniGastronomiaLa Nuova Zelanda, esclusi alcuni piatti a base di patata dolce e pochi altri piatti maori, non possiede una propria gastronomia. È considerata, da questo punto di vista, un "melting pot". FestivitàLe festività sono legate principalmente alla cristianità: l’Assunzione, 15 agosto; Tutti i Santi, 1° novembre; l’Immacolata Concezione, 8 dicembre; Natale, 25 dicembre; Santo Stefano, 26 dicembre; Pasqua, in una data non fissabile. Le feste pubbliche sono: Capodanno, il 1° gennaio; la Festa del Lavoro che cade nel quarto lunedi di ottobre; la Festa Nazionale, il 6 febbraio. Inno
ArteIl notabile degli artisti è: C.F. Goldie, Gottfriend Lindauer, Billy Apple, e Dick Frizzell. L'artista più famoso è Rita Angus. LetteraturaNei confini della Nuova Zelanda e fuori, è aperto il dibattito sull'esistenza di una letteratura neozelandese autoctona e autonoma. Se gli studiosi si trovano concordi sull'esistenza di quest'ultima, non lo sono altrettanto sulla questione di un periodo di primario sviluppo, quindi la discussione è completamente aperta. Gli stessi scrittori, nati e cresciuti in Nuova Zelanda, dato il forte legame con la terra d'origine, tendono a ricondurre la loro opera all'interna di più vasti filoni: paradigmatico l'esempio di Katherine Mansfield e Dan Davin. Altri, invece, sono convinti dell'esistenza di una salda e forte tradizione letteraria nella Nuova Zelanda, e si ritengono orgogliosamente protagonisti di questo fenomeno: la più importante di tutti è Janet Frame, autrice di famose novelle e romanzi; altri autori di rilievo sono Frank Sargeson, Witi Ihimaera, Patricia Grace, Rowley Habib e Keri Hulme. Da segnalare anche Ngaio Marsh, importante esponente del filone classico del romanzo poliziesco. Altrettanto importante è la tradizione poetica, ampiamente rappresentata da figure come James K.Baxter (1926-1972), A.R.D. Fairburn (1904-1957), Sam Hunt (1946-). MusicaLa Nuova Zelanda, in quanto colonia britannica, subì fortemente l'influenza della musica inglese: nei primi anni '60, in seguito alla cosiddetta British Invasion, nacquero moltissimi gruppi che ne imitavano lo stile e il look. Pochissimi di questi conobbero un successo che andasse oltre i confini nazionali, ma contribuirono enormemente a far emergere il neonato panorama musicale neozelandese. Con la diffusione a livello mondiale della musica hard rock, si moltiplicarono gruppi e band che si rifacevano a quel sound; tra questi sicuramenti i più importanti sono gli Human Instinct, il supergruppo blues costituito dal virtuoso della chitarra Billy Te Kahika, formalmente conosciuto come Billy T.K., di origine maori; oppure i Dragon, o gli Hello Sailor. Questi gruppi furono gli aprifila di quella che sarebbe poi diventata una vera e propria esplosione musicale intorno alla metà degli anni '70, quando incontrarono successo e fama gruppi come gli Split Enz, bandiera del rock nazionale, capitanati dall'eclettico Tim Finn, oppure quella che venne ins eguito denominata la scena del Dunedin Sound. Il Dunedin Sound prende diretta ispirazione dalla musica punk giunta in Nuova Zelanda sul finire degli anni '70, ma è caratterizzato dalla mescolanza con suoni più dolci e meno grezzi (notevole l'influenza di gruppi come Velvet Undergound o The Stooges); furono molti i gruppi rappresentativi di questo genere, ma i pià significativi furono The Enemy (diventati in seguito Toy Love), The Same (poi The Chills), Tall Dwarfs, The Verlaines, The Jean-Paul Sartre Experience, The Kind of Punishment. Per quanto riguarda il panorama rock neozelandese degli ultimi anni, hanno raggiunto una buona notorietà internazionale il gruppo garage rock/garage punk The Datsuns, la band indie The Veils (che è in parte neozelandese e in parte inglese) e il duo indie pop The Brunettes : tutte queste formazioni sono attualmente attive e hanno tenuto concerti anche in Italia. Teatro, Cinema & TelevisioneTeatroSportLo sport più seguito nella Nuova Zelanda è sicuramente il rugby a 15. La Nazionale, famosa nel mondo col nome di All Blacks, eccelle occupando il primo posto nella speciale classifica per Nazionali stilato dall'IRB, il massimo organo federale che governa il rugby mondiale, avendo vinto la Coppa del Mondo di Rugby nel 1987 e 8 edizioni del Tri Nations, torneo giocato dalle 3 migliori Nazionali dell'emisfero Sud (la stessa Nuova Zelanda, l'Australia e il Sudafrica). Altro sport in cui la Nuova Zelanda primeggia è il Softball (il Baseball femminile), con ben 4 mondiali vinti. Seguiti anche il Cricket, il Polo, il Lacrosse, l'Hockey su prato e il Rugby a 7, variante del Rugby classico giocato, però, da 7 giocatori per squadra anziché 15. Nel rugby a 7 la Nuova Zelanda ha vinto il mondiale 2001. Negli ultimi 20 anni la Nuova Zelanda si è imposta a livello mondiale anche nella vela ed in particolare nella competizione della America's Cup. Nel 1995 il team neozelandese, rappresentate il Royal New Zealand Yacht Squadron, ha vinto la competizione portando il trofeo ad Auckland. Sono state disputate due edizioni della America's Cup in Nuova Zelanda nel 2000 e nel 2003, in quest' ultima l'imbarcazione neozelandese è stata battuta cosicché il trofeo dopo otto anni di permanenza ha lasciato Auckland. La Nuova Zelanda è inoltre molto conosciuta per i suoi sport estremi e il turismo d'avventura e per il primo uomo che raggiunse la cima del monte Everest nel 1953, il neozelandese Sir Edmund Hillary. È in crescita anche la popolarità del calcio. Dal 1970 si gioca un campionato nazionale per club, chiamato NZFC dove le squadre più prestigiose sono l'Auckland City e il Waitakere United, vincitrici delle ultime cinque edizioni di NZFC e delle ultime quattro edizioni della OFC Champions League. La Nazionale di calcio neozelandese partecipa alle qualificazioni per i Campionati mondiali di calcio nella confederazione oceanica dell'OFC. Nella sua storia si è qualificata due volte ad una fase finale del mondiale: Spagna 1982, venendo eliminata, però, già al primo turno e a Sudafrica 2010. Persone celebriLe persone più conosciute di origine neozelandese, a parte quelle legate al mondo del citato rugby, come il famoso giocatore Jonah Lomu o John Kirwan, già giocatore e, da allenatore, anche commissario tecnico della Nazionale italiana, fanno parte principalmente del mondo del cinema e dello spettacolo. È il caso, per esempio, dell’attrice e cantante Lucy Lawless (vero nome Lucille Frances Ryan, nata nel 1968), protagonista della serie televisiva Xena: Principessa Guerriera, e apparsa in altre serie, tra le quali X-Files. Tra gli uomini, spicca il nome di Russell Crowe (nato a Wellington nel 1964), premio Oscar per Il gladiatore e interprete di altri noti film come A Beautiful Mind. Per quanto riguarda invece gli attori di etnìa māori è da citare Temuera Morrison (nato nel 1960), protagonista del film Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri, apparso anche in Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni nel ruolo di Jango Fett. Il regista Peter Jackson (nato nel 1961) è divenuto internazionalmente noto per avere messo su grande schermo la trilogia di J.R.R. Tolkien del Signore degli Anelli e aver diretto nel 2005 il remake di King Kong. Infine, tra i più celebri neozelandesi di ogni tempo, figura l’esploratore Sir Edmund Hillary (1919 - 2008), alpinista che nel 1953 fu il primo a toccare la vetta dell’Everest, la montagna più alta della Terra. Per le sue ricerche e il prestigio dato al Commonwealth, la regina Elisabetta II conferì a Hillary l’Ordine della Giarrettiera e il titolo di Cavaliere dell’Ordine dell'Impero Britannico, cui fece seguito anche l’Ordine al Merito della Nuova Zelanda, conferito a Hillary dal governo del suo Paese. OrdinamentoDivisione amministrativa
I primi coloni europei divisero il paese in province, queste furono abolite nel 1876, anno in cui il governo fu completamente centralizzato. Nel 1989 il governo locale fu completamente riorganizzato e fu instaurato un sistema di governo basato su due livelli, le regioni e le autorità territoriali. Al momento attuale (2006) la Nuova Zelanda ha 12 regioni e 74 autorità territoriali 16 delle quali sono distretti urbani, 57 sono distretti rurali ai quali si aggiungono le isole Chatham. Quattro delle autorità territoriali (una città e tre distretti) e le isole Chatham sono nel contempo delle regioni, sono quindi definite come autorità unitarie. Le autorità territoriali non sono una suddivisione delle regioni, esistono quindi delle autorità territoriali il cui territorio fa parte di più di una regione.
Sono dipendenze esterne della Nuova Zelanda, con autonomia interna, le Isole Cook (235 km², 118.000 abitanti), le isole Tokelau (10 km², 2.000 abitanti) e l'isola Niue. Moneta
FrancobolliCittà importanti
ComunicazioniTrasportiPorti principali: Auckland, Wellington e Lyttelton. Fusi orariLa Nuova Zelanda è situata a GMT+12 ma fanno eccezione le isole Chatham poste ad est dello stato (che a differenza delle Cook e dell'isola di Niue nella Polinesia, non sono dipendenze) le quali osservano GMT +12.45. Nella stagione estiva (cioè la nostra invernale) invece si aggiunge un'ora in più per entrambi. CuriositàIn Nuova Zelanda si trova una collinetta, alta poco più di 300 m che ha il nome geografico più lungo del mondo. È composto da 85 lettere ed è praticamente impossibile da leggere. Il suo nome in italiano significa "la vetta dove Tamatea, l'uomo dalle grandi ginocchia conquistatore di montagne, suonò il flauto per suo diletto". Note
Bibliografia
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