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La Battaglia di Varsavia (anche detta Miracolo della Vistola, in lingua polacca: Cud nad Wisłą) fu la battaglia decisiva nella guerra russo-polacca che iniziò subito dopo la fine della prima guerra mondiale nel 1918 e finì con la Pace di Riga del 1921. La battaglia di Varsavia fu combattuta dal 13 al 25 agosto 1920 quando le forze dell'Armata Rossa comandate da Michajl Tuchačevskij si avvicinarono alla capitale polacca e alla Fortezza di Modlin. Il 16 agosto le forze polacche comandate da Józef Piłsudski contrattaccarono da sud, obbligando i russi a un ritiro disorganizzato ad est oltre il fiume Nemunas. Le perdite tra i bolscevichi furono circa di 10.000 morti, 500 dispersi, 10.000 feriti e 66.000 prigionieri di guerra, contro i 4.500 morti, 10.000 dispersi e 22.000 feriti della Polonia. Prima della vittoria polacca alla Vistola, sia i bolscevichi che la maggioranza degli esperti stranieri consideravano la Polonia facile da sconfiggere. La stupefacente e inaspettata vittoria polacca stupì le truppe sovietiche, portandole allo sbaraglio. Nei mesi successivi, diverse vittorie polacche assicurarono l'indipendenza dello stato e diedero stabilità ai confini orientali. I PreparativiL’Armata Rossa, dopo aver ricacciato indietro l’esercito polacco oltre il Bug, tenta di occupare l’intera Polonia con lo scopo dichiarato di instaurarvi una repubblica sovietica e proseguire verso la Germania e l’Ungheria che sono sull’orlo della rivoluzione. Il 24 luglio si costituisce in Polonia un governo di coalizione, di cui è primo ministro Wincenty Witos, leader del Partito Contadino Piast e più di 160.000 volontari sono inviati al fronte. Gli aiuti chiesti da Varsavia ai governi occidentali vengono rifiutati e se si esclude la missione di cui fa capo il generale francese Maxim Weygand ogni altra concessione è ostacolata indirettamente da ondate di scioperi nei paesi da cui dovrebbero partire i rifornimenti oppure direttamente dai governi stessi, come nel caso di quello cecoslovacco che rifiuta il passaggio alle truppe ungheresi che il reggente, ammiraglio Miklos Horthy di Nagybànya, vorrebbe inviare a sostegno dell'esercito polacco in difficoltà. Da parte sovietica si conta molto sulla rivoluzione che sarebbe potuta divampare alla vista delle truppe russe ed lo stesso Lenin il 7 agosto afferma categoricamente al congresso del Komintern che le truppe con la stella rossa sono ormai prossime ad entrare a Varsavia, che viene posta sotto assedio il 13 seguente. Negli stessi giorni i vescovi polacchi indirizzano una lettera pastorale alla nazione e all’episcopato mondiale in cui si fa riferimento agli orrori compiuti nel corso della Rivoluzione Russa da parte dei bolscevichi e il pericolo che si sta materializzando per l’intera Europa e chiedono a Papa Benedetto XV la benedizione per la Polonia. Il 15 agosto Papa Benedetto XV raccomanda la recita del Santo Rosario in tutta la Cristianità per ottenere dalla Vergine Maria il sostegno e la Vittoria. Il giornale socialista Avanti aveva così da ridire sull'iniziativa del Pontefice: «Il Papa fa assegnamento sull'intercessione della Madonna[.]. Sta fresco il Romano Pontefice se crede nell'efficacia della Vergine! Tre milioni di soldati indossano la divisa russa[.]. Questi soldati e i loro cannoni varranno assai più che non tutti i Rosari del mondo. Fra giorni ne avremo la prova.” La battagliaL’evento decisivo avviene il 16 agosto quando il comandante in capo Piłsudski ordina un'ampia controffensiva guidata dal generale Jozef Haller che permette di rompere l’assedio davanti Varsavia, mentre l’armata comandata dal generale Władyslaw Sikorski isola a Sud, sulla bassa Vistola, il grosso delle truppe bolsceviche che sono costrette ad una precipitosa fuga oltre il fiume Nemunas, lasciando sul campo 10.000 morti e più di 60.000 prigionieri. A seguito della sconfitta, Lenin è costretto nel mese di settembre a chiedere l’armistizio che verrà poi firmato in ottobre a cui seguirà il Trattato di Pace di Riga. Il “Miracolo della Vistola"Il termine in cui i Polacchi indicano i fatti dell’agosto 1920 è quello di Miracolo della Vistola; espressione usata dal generale Haller che, prima dell'offensiva, aveva ordinato un ottavario di preghiere per un successo umanamente insperabile e che dopo il vittorioso scontro aveva usato per manifestare gratitudine alla Provvidenza. Molti Polacchi considerano la vittoria nella guerra russo-polacca una intercessione della Madonna Nera di Czestochowa il cui culto si perde nei secoli e sarà un’altra Madonna Nera, ma stavolta quella di Loreto, in cui il “miracolo” verrà ritratto abbellendo la già esistente cappella polacca dono dell’allora re Sobieski in onore della vittoria sui Turchi nella battaglia di Vienna.
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